Copyright © Igor Savchenko
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"Con la fotografia l'uso del ritratto, una volta riserbato quasi esclusivamente alle classi privilegiate, divenne quanto mai comune, e ne cominciò lo scambio. Questa consuetudine, sorta in principio per rendersi sempre presenti alle persone care ed a noi legate da viva simpatia; dolce consuetudine adunque, espressione di un sentimento delicato e gentile, ha tralignato nel più manifesto esibizionismo. Onde generalmente ci si accinge a 'posare' dinanzi all'obbiettivo del fotografo, men pensa alla persona, cui è dedicata la propria effigie, che non all'effetto che essa dovrà produrre su quanti per avventura l'osserveranno".
(da L. Battistelli, "La Vanità", Laterza, Bari, 1929)
| © Joel Peter Witkin |
"Era una domenica. Mia madre, io e il mio fratello gemello stavamo scendendo le scale del palazzo in cui abitavamo. Stavamo andando in chiesa. Mentre camminavamo lungo il corridoio, sentimmo uno schianto incredibile provenire da fuori l'ingresso del palazzo, insieme ad urla e grida supplicanti aiuto. L'incidente aveva coinvolto tre vetture, tutte e tre con famiglie complete dentro. Non so come, nella confusione, lasciai la mano di mia madre. Nel punto in cui mi trovavo sul marciapiede, vidi qualcosa che rotolava via da una delle auto rovesciate. Si fermò sul marciapiede, davanti a me: era la testa di una bambina. Mi chinai per toccarle il viso, per parlarle, ma prima che potessi sfiorarla qualcuno mi portò via". (J.P. Witkin)